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Smentita dal CAR: "Solo sequestri burocratici in impianti esterni al Mercato"

Il Car di Guidonia smentisce le notizie apparse sugli organi di stampa negli scorsi giorni inerenti il sequestro di pesce nel mercato di Guidonia. Di seguito la rettifica

Redazione21 dicembre 2010

In riferimento agli articoli pubblicata in data 15 dicembre e 21 dicembre sul sequestro di pesce effettuato dalla Capitaneria di Porto il Car di Guidonia ha effettuato la seguente rettitica:

"Nel Mercato ittico del Centro Agroalimentare Roma il 15 scorso la Capitaneria di Porto non ha rilevato alcun elemento di rischio neanche eventuale o ipotetico per la salute dei consumatori e per la sempre altissima qualità dei prodotti in commercio – precisa l’Amministratore delegato di Cargest, Massimo Pallottini, azzerando ogni pretesto di allarmismo sanitario ed igienico  -. I sequestri avvenuti da noi hanno riguardato, infatti, soltanto pesci spada ritenuti sottomisura rispetto agli standard normativi europei".

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A pochi giorni dal Natale, il top manager della Città dei commerci è rimasto basìto dalla distorsione di comunicazioni seguita ad un intervento della Capitaneria di porto nel CAR, che ha trasformato una banale operazione di routine sui documenti di vendita, di trasporto e di fiscalizzazione delle merci nel “maxi sequestro di pesce avariato” improvvidamente raccontato da alcuni organi di stampa. "Le 2 tonnellate di pregiato e freschissimo tonno rosso – riprende Pallottini - che la Capitaneria ha sequestrato mercoledì scorso per presunte carenze documentali sono state poi regalate in beneficenza ad una parrocchia e ad una casa famiglia di ragazze madri di Guidonia. Ciò basterebbe a certificare quanto potessero essere irregolari. Inoltre, il sequestro dei tonni non è avvenuto nel Mercato Ittico del CAR, ma in un impianto privato di lavorazione esterno, una piattaforma di transito autonoma e indipendente dai canali distributivi dei grossisti del CAR". Lo stesso vale, spiega l’Ufficio stampa Cargest, per le confezioni di gamberi sequestrati nello stesso stabilimento per presunte irregolarità nelle date di scadenza. Che gli illeciti segnalati dalla Capitaneria di porto vadano definiti “presunti” e “presi con le molle” da organi di stampa e consumatori è invece la questione aperta, a margine dei sequestri, dal dottor Giuseppe Muratore. A capo dell’Unità operativa di controllo veterinario della Asl RmG, che guida con cinque colleghi i severi e continui controlli igienici e sanitari sui prodotti ittici in vendita all’ingrosso nel CAR, il medico polemizza: "I  verbali della Capitaneria di porto a carico di aziende ittiche del CAR vengono spesso annullati dai ricorsi a cui danno origine, perché fondati frequentemente su presupposti di diritto esili". Lontano dai problemi strettamente tecnici, Pallottini ribadisce invece "fiducia nel lavoro di tutti gli enti che controllano freschezza, qualità ed igiene dei prodotti in vendita al CAR (400.000 quintali l’anno di pesce e 8 milioni di ortofrutta). Ma poiché tutela le eccellenze agroalimentari di alta qualità a tutto vantaggio dei consumatori, dei produttori e dell’economia regionale, il CAR merita più attenzioni e più rispetto".

Guidonia Montecelio
sequestri

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