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Post Malagrotta: la paura aleggia tra Guidonia e Tivoli. Sottile: “Vedremo”

Il commissario straordinario apre nuove possibili strade per risolvere l'emergenza rifiuti. "Ipotesi cave? Mai sentita, ma è zona antropizzata"

Una risposta ad una semplice domanda. Questo quanto basta per scatenare il panico tra i cittadini nel toto discarica che riguarda la spinosa risoluzione dell’emergenza rifiuti a Roma lontano da Malagrotta. Una questione che vede ogni giorno una novità e che sta tenendo sulle spine da oltre un anno i residenti delle sette aree indicate dall’oramai ex commissario Giuseppe Pecoraro dall’inizio della faccenda. Ultime notizie che sembravano portare ad una proroga per Malagrotta oltre il 30 giugno con la possibile idea di seguire l’esempio di Napoli e trasferire parte dell’immondizia romana all’estero. Quindi l’audizione della Commissione Ecomafie di oggi nella quale il prefetto Goffredo Sottile ha allontanato ulteriormente l’idea di Pian dell’Olmo non chiudendo la strada ad un’altra ipotesi: posizionare temporaneamente l’immondizia in alcune delle cave di travertino esistenti tra i Comuni di Guidonia Montecelio e Tivoli.

DOMANDA E RISPOSTA - Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti che non ha escluso l’ipotesi provincia nord est di Roma rispondendo ad un membro della Commissione Ecomafie che gli ha chiesto cosa ne pensasse di alcune cave da riempire, e mai più riempite, nella zona di tra Tivoli Terme e Guidonia, come possibile sito. "Non ne so nulla - la risposta di Sottile -, farò delle verifiche. Io ho una microstruttura commissariale, però mi posso avvalere del Noe, del Corpo forestale, come ho fatto per i siti della Provincia. In ogni caso quella è una zona molto antropizzata, a occhio. Ma ben vengano segnalazioni utili. Qui dicono tutti di no, al contrario di quanto avviene in altre zone di Italia. In Toscana ci sono dei sindaci che insistono invece per avere la discarica, perché è fonte di compensazioni e di ricchezze".

PRIORITA’ ED ESCLUSIVITA’ - Audizione che ha visto Goffredo Sottile aprire a diverse possibilità partendo da due concetti base: priorità ed esclusività: “L'ordinanza dice che prioritariamente, che non vuol dire esclusivamente, dobbiamo lavorare sui sette siti della Regione Lazio. Io sono commissario per decreto, ma l'ordinanza resta quella e devo stare a queste regole. Se il documento è carente, questo non dipende da me. Ma l'obbligo di verificare questa priorità lo aveva Pecoraro e ce l'ho io. Che poi si stia diluendo e stiamo cercando altri siti, é vero".

PICCOLE CAVE - Cave dismesse come siti indicati dalla Provincia che non convincono appieno Goffredo Sottile: “Riguardo ai siti segnalati dalla Provincia di Roma, ho pregato il comando provinciale del Corpo forestale dello Stato di andarli a verificare ma non credo che ne trarremo grande beneficio. A un primo esame sono piccole cave. Non ci possiamo attendere grandi cose".

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