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Guidonia onora Guidoni: corona per i 91 anni dalla morte del Generale che ha dato il nome alla Città dell'Aria

La commemorazione al Monumento eretto in memoria dell'aviatore di viale Roma lo scorso sabato 27 aprile alla presenza del Sindaco Michel Barbet e di altre autorità militari e civili

Una corona per ricordare la figura del padre della Città dell'Aria. Era la mattina del 27 aprile 1928 quando l'allora 48enne Generale Alessandro Guidoni decise di sperimentare personalmente 'El Salvador' un nuovo tipo di paracadute il cui funzionamento destava in lui, pilota ed ingegnere aeronautico, qualche perplessità. Un volo sui cieli delle allora paludi che contornavano la vallata di Montecelio che fu fatale al Generale che cadde al suolo morendo dopo un tremendo impatto dovuto alla mancata apertura del paracadute. Un gesto di grande coraggio in seguito al quale il padre fondatore della Città dell’Aria venne insignito della prima Medaglia d'Oro al Valore Aeronautico alla Memoria della storia della regia aeronautica.

Proprio per ricordare l'eroe dei cieli nel 1937 l'attuale Guidonia prese il nome che porta ancora oggi a distanza di 91 anni dalla morte del suo 'papà' ed a 81 anni dalla fondazione della città aeronautica da parte dell'allora capo di Stato Benito Mussolini. 

Proprio in occasione del 91esimo anniversario dell'aviatore che diede il nome alla Città dell'Aria l'Asd  Alessando Guidoni del presidente Sirio Veroli, con il Sindaco Michel Barbet  il Consigliere di FdI Giovanna Ammaturo, il Comandante Frera hanno commemorato l’uomo che ha dato il nome alla Città.

Molte le Autorità intervenute insieme a 8 Associazioni e centinaia di cittadini. Due le corone d’alloro deposte nella ricorrenza del 91° commemorazione del Generale Alessandro Guidoni eponimo della Città dopo che era stato intonato il silenzio d’ordinanza. La prima dell’Associazione Sportiva Dilettantistica “Alessandro Guidoni” che da nove anni cura la manifestazione con il Presidente Sirio Veroli e l’intero Direttivo unitamente al consigliere comunale di Fratelli d’Italia Giovanna Ammaturo.

Erano presenti il Sindaco Barbet che insieme al comandante dell’aeroporto Paolo Aldo Maria Frare Col. Pilota e comandante del 60° Stormo, accompagnato dal T.Col. Fruncillo hanno deposto la seconda. Insieme ad una moltitudine di cittadini erano presenti l’On. di FdI Federico Mollicone, Capogruppo della VII Commissione alla Camera, e il capogruppo alla Regione per FdI nonché candidato all’Europarlamento On. Fabrizio Ghera, alcuni consiglieri di maggioranza e di opposizione, Cacioni, De Santis, Proietti e Valeri e tra gli altri l’ing. Luigi Caporicci presidente della Gotto d’Oro.

Insieme al Gonfalone della Città sorretto dai Vigili Urbani c’erano i labari di altre otto Associazioni: Arma Aeronautica, l’Associazione Paracadutisti d’Italia, Nembo, Marinai d’Italia, Carabinieri, AVIS Tivoli e le Guardie Ambientali d’Italia Sez. Roma Est. Una manifestazione semplice quanto essenziale e soprattutto rispettosa nei confronti del padre putativo della terza Città del Lazio. La morte del generale Guidoni, avvenne 91 anni fa, il 27 aprile 1928, mentre provava un nuovo paracadute che non aprendosi lo fece precipitare nelle stesso punto dove oggi sorge il saccello eretto a perenne memoria.

La cultura di un popolo è commisurata al rispetto dei morti. Mai parole furono tanto adeguate nel caso del generale Alessandro Guidoni e della moglie Turbina che si chiamava così perché il padre, ammiraglio di marina, ideò a Castellamare la turbina per navi. Le spoglie dell’uomo che ha dato il nome alla città furono rimosse il 28 novembre 2001 dal monumento dove riposavano per essere traslate nella vicina chiesa del Sacro Cuore.

 Furono i nipoti del Generale a preoccuparsene e rivestire con il travertino la degna sepoltura nella chiesa dopo il nulla osta del vescovo di Tivoli, Mons. Garlato. I 4 nipoti viventi del Generale, sebbene avessero avuto l’opportunità di spostare il nonno accanto alla tomba del Generale Diaz, in Santa Maria degli Angeli, la scartarono perché sanno bene quanto sia più importante per Guidonia che il padre putativo della Città rimanga qui.

Sono pochi gli uomini che al mondo hanno avuto l’onore di essere ricordati per aver dato il proprio nome ad una città. Il genio, la capacità, del Generale Alessandro Guidoni, che emergono dagli scritti, dai documenti e dalle onorificenze lo giustificano ampiamente. E’ stato un uomo, un soldato, uno scienziato, un pioniere a dir poco unico. Un ufficiale che, con l’audacia di militare, amava conoscere direttamente, per meglio apprendere ed insegnare. L’eclettismo era la dote più preziosa. Fu ingegnere navale, aeronautico e ferroviario. Ideò strumenti bellici, ma anche la littorina e l’aliscafo, hangar aeronavali ed elicotteri. Guidoni non fu solo il primo in tanti episodi della Aeronautica.

Egli era fermamente fiducioso che dallo sviluppo dell’aviazione ne derivasse un maggior affratellamento degli uomini. Se i fratelli Wright e Delagrange, svegliarono, con i loro primi voli, l’attenzione del mondo, Guidoni, non ancora trentenne compiva ricerche di carattere scientifico sulle leggi aerodinamiche, facendo a La Spezia prove pratiche dirette e personali su aeroplani e idrovolanti. Come comandante del Genio aeronautico diede impulso alla Direzione Superiore Studi ed Esperienze nel campo di Montecelio, costituì il primo gruppo di pionieri che tanto hanno contribuito alla nascita della città. Una città che originò dall’aeroporto e da cui ancora oggi trae linfa e vita.

Dopo le foto di rito con la consegna di una targa ricordo al Sindaco la manifestazione si è trasferita nella sede di Fratelli d’Italia per un vin d'honneur e la premiazione di giovani sportivi nell’arco e nel tiro che si sono particolarmente distinti.

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