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Cecchino di Guidonia: medaglia al comandante Iodice

Encomio per il militare che mise a repentaglio la propria vita venendo raggiunto dai colpi sparati da Angelo Spagnoli la sera del 3 novembre 2007. Attestato di benemerenza anche al maresciallo Trisolino

Il Cecchino di Guidonia Angelo Spagnoli

Misero a repentaglio la loro vita per salvarne altre. Un’azione eroica che costò due colpi di fucile ad Antonio Iodice e Giuseppe Trisolino, carabinieri raggiunti dalle cartucce sparate dal terrazzo dell'abitazione di Angelo Spagnoli, passato alle cronache come il Cecchino di Guidonia. A distanza di 4 anni e mezzo l’Arma dei Carabinieri encomia i due militari delle compagnie di Tivoli Terme e Guidonia con una Medaglia d’Argento al Valore Civile ed un Attestato di Pubblica Benemerenza.

ENCOMI: La cerimonia si è svolta stamattina presso la Sala Valadier della Caserma Acqua di piazza del Popolo a Roma con il Comandante della Legione Carabinieri Lazio Ilio Ciceri che ha consegnato gli attestati delle ricompense a 93 militari e reparti delle Legione che si sono distinti per atti di coraggio e per condotte meritorie del servizio di istituto. La manifestazione si è svolta alla presenza dei Comandanti provinciali di Roma, Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti, di una rappresentanza dei militari dipendenti e della Associazione Nazionale Carabinieri in Congedo, di una delegazione della rappresentanza militare e dei familiari dei premiati.

LA NOTTE DEL CECCHINO: Medaglia d’Argento al Valore Civile consegnata questa mattina anche al luogotenente Antonio Iodice con un attestato di pubblica benemerenza al Valore Civile concesso al maresciallo Pierluigi Trisolino. Il 3 novembre del 2007 il maresciallo (ora luogotenente) Antonio Iodice, all’epoca Comandante della Stazione di Tivoli Terme, avuta notizia che Angelo Spagnoli, barricato sul terrazzo di una palazzina in via dei Fratelli Gualandi in località Castel’Arcione a Guidonia, aveva esploso numerosi colpi d’arma da fuoco uccidendo due persone (Pino Di Gianfelice e Luigi Zippo) e ferendone altre, disponeva l’intervento sul luogo di una pattuglia del proprio reparto, alla quale lo stesso si univa benché fosse libero dal servizio ed in abiti civili. Giunto sul posto il maresciallo constatava l’avvenuto ferimento di alcune persone, ancora bersaglio del fuoco del Cecchino. Intuendo che l’attesa dei rinforzi avrebbe sicuramente aumentato il rischio per i malcapitati, dando prova di altissimo senso del dovere, sprezzo del pericolo e generoso altruismo, Iodice si esponeva consapevolmente alla linea di tiro, allo scopo di fornire assistenza alle vittime ed allontanare i veicoli in transito.

COLPI DAL TERRAZZO: Intervento dell’allora comandante della Stazione di Tivoli Terme che costò caro al maresciallo colpito alla spalla da un colpo partito dal fucile di Angelo Spagnoli. Caduto in terra in una zona isolata e priva di coperture Antonio Iodice ha continuato ad impartire disposizioni al proprio personale per soccorrere gli sventurati. Tra i colleghi sopraggiunti anche il vice brigadiere (ora maresciallo alla Tenenza di Guidonia) Pierluigi Trisolino il quale, allo scopo di prestare soccorso al collega ferito, si sporgeva dal riparo venendo colpito a sua volta sul giubetto antiproiettile, senza riportare alcuna conseguenza. Un diversivo attuato dagli altri militari presenti consentiva fortunatamente il soccorso del maresciallo Iodice e degli altri feriti, con il successivo arresto del Cecchino di Guidonia da parte delle altre forze dell’ordine intervenute in via dei Fratelli Gualandi.
 

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