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Rifiuti: l'Impianto dell'Inviolata si farà, protestano Cra e Legambiente

Il progetto dell'impianto per il trattamento biologico dei rifiuti, a ridosso del parco archeologico, torna a far discutere. Dopo le autorizzazioni regionali insorge il Cra mentre Legambiente chiede le dimissioni di Rubeis

L'impianto dell'Inviolata si farà nonostante la contrarietà di cittadini e delle associazioni ambientaliste. Lo scorso 2 agosto la Regione Lazio ha concesso l'Aia (Autorizzazione integrata Ambientale) al Colari per la costruzione del tanto discusso Impianto per il Trattamento Biologico dei rifiuti. Il tutto ai confini con il Parco Archeologico, motivo per cui il progetto è stato, sin dall'inizio, osteggiato da più parti.

Le organizzazioni ambientaliste della città protestano contro l'amministrazione locale che, dal loro punto di vista, non avrebbe saputo far valere le ragioni di uno dei comuni più grandi della Provincia nelle stanze della Regione. Il Comitato Risanamento Ambientale (Cra) ha fatto, ieri sera, un incontro per discutere nuovamente del problema rifiuti in città e per decidere - dopo il ricorso al Tar ancora da discutere - come muoversi per proteggere l'ambiente e i cittadini.

"Ancora una volta gli interessi privati condizionano e determinano direttamente le politiche locali - lamentano i responsabili del Cra - nonostante la contrarietà più volte manifestata dalla cittadinanza, nonostante il sovradimensionamento dell'impianto, nonostante il ricorso al Tar contro l'impianto stesso inoltrato dalle associazioni locali non sia stato ancora discusso, nonostante le promesse del sindaco Rubeis su una fantomatica riduzione delle potenzialità dell'impianto, nonostante molti comuni dell'area abbiano avviato, faticosamente, la raccolta differenziata porta a porta".

"La Polverini tenta di far navigare le tre caravelle guidoniane (la discarica per rifiuti urbani di Cerroni, l'impianto per la produzione di cdr dello stesso Cerroni ed il cementificio Buzzi-Unicem), grazie a Rubeis, pronto ad accettare ogni richiesta di sviluppo industriale che porti con sé inquinamento ambientale e interessi privati - continuano - Oggi che, in un breve lasso di tempo, abbiamo avuto l'ampliamento della discarica dell'Inviolata, l'autorizzazione alla costruzione dell'impianto per la produzione di cdr ed aspettiamo, da un momento all'altro, nuove autorizzazioni per il cementificio. E' ora che la cittadinanza si svegli dal torpore, dall'accettazione passiva di interventi che niente hanno a che fare con l'interesse pubblico. Va respinto, con l'iniziativa collettiva, con la lotta decisa, con la chiarezza non di parte, questo disegno che sta stravolgendo il nostro territorio, che minaccia la salute, che fa arricchire i pochi sulle spalle dei molti".

Anche il circolo Legambiente Guidonia ha scritto una lettera di protesta al sindaco Rubeis, arrivando a chiederne le dimissioni. "Nel corso della campagna elettorale del 2009 che si è conclusa con la Sua elezione - ha scritto Legambiente al sindaco di Guidonia - la discarica dell'inviolata è stato uno dei temi di discussione più caldi. Nel suo personale volantino elettorale ella parlava della chiusura della discarica. Una volta eletto ha dichiarato che per chiudere l'attuale discarica era necessario aprire un impianto di trattamento rifiuti corredato da un nuovo buco per interrare i rifiuti: in sintesi una nuova discarica per altri 30 anni"

"Come ambientalisti ci siamo sempre battuti contro la soluzione proposta. Abbiamo contestato il progetto Colari perché prevedeva un impianto di Trattamento meccanico biologico di rifiuti indifferenziati da 190.000 tonnellate annue, non coerente con la normativa europea nazionale sullo smaltimento dei rifiuti che prevede almeno il 65% di raccolta differenziata e perché l'impianto costituisce un salasso economico per i cittadini che devono pagarlo".

"La Sua maggioranza politica - si legge ancora nella lettera - il 20 gennaio seguente ha comunque votato una delibera che chiedeva, alla Regione Lazio, soltanto il ridimensionamento dell'impianto Colari da 190.000 a max 90.000/100.000 tonnellate/anno, che, sommate all'impianto di compostaggio avrebbe comportato una capacità complessiva di max 130.000 tonnellate di rifiuti all'anno. L'amministrazione regionale di centro destra guidata dalla Polverini non ha preso in considerazione la volontà del consiglio comunale".

"Le legittime richieste ed aspettative dei cittadini - conclude il circolo di Legambiente -non sono prese in considerazione da chi deve governare nell'interesse della collettività e che invece amministra solo a favore dei soliti noti".

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