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Tivoli: firmata ordinanza antiprostituzione, multe di 500 euro ai clienti ed alle adescatrici

L'atto è stato firmato dal sindaco Giuseppe Proietti ed avrà valenza dal 15 di novembre sino al 15 giugno del 2019

Immagine di repertorio

Ordinanza antiprostituzione a Tivoli (qui il link all'Albo Pretorio). L'atto (protocollo 58378 numero 624)  è stato firmato il 6 novembre dal Sindaco della Città dell'Arte Giuseppe Proietti ed entrerà in vigore dal prossimo 15 novembre sino al 15 giugno del 2019 per "le esigenze di incolumità pubblica e sicurezza urbana". Un atto amministrativo la cui violazione costerà 500 Euro ai trasgressori, siano clienti che meretrici. 

In particolare nell'atto firmato dal Primo Cittadino della Superba si premette che "l'idea che sia possibile comprare un essere umano, come si compra un oggetto da usare a proprio piacimento, costituisce principio eticamente inacettabile", in quanto "tale fenomeno di compravendita esercitato su strada sta assumendo carattere di notevole diffusione nel territorio comunale, ed in particolare lungo la via Maremmana Inferiore, nel tratto compreso tra lo svincolo di Tivoli dell'autostrada A24 al Mausoleo dei Plauzi"

Partendo da questa premessa, e considerando "che la prostituzione su strada rappresenta il terminale di una filiera criminale che dà luogo a negozi illeciti per violazione dell'ordine pubblico e del buon costume" e che "tale fenomeno produce gravi situazioni di turbativa della sicurezza stradale, a causa di comportamenti imprudenti degli automobilisti (...) che sono alla ricerca di prestazioni sessuali o vengono semplicemente distratti dall'esercizio della prostituzione, con conseguente e crescente pericolo di incidenti stradali". 

Per tale motivo, dal 15 novembre al prossimo mese di giugno, è fatto divieto "sulla pubblica via e su tutte le aree soggetto a pubblico passaggio del territorio del Comune di Tivoli, di contattare soggetti dediti alla prostituzione, concordare con gli stessi prestazioni sessuali a pagamento" e "consentire la salita dei medesimi sul proprio veicolo". Con riferimento alle meretrici è inoltre "fatto divieto a chiunque di porre in essere comportamenti diretti in modo non equivoco ad offrire prestazioni sessuali a pagamento, assumendo atteggiamenti, modalità comportamentali ovvero indossare abbigliamento o mostrare nudità, che manifestino, inequivocabilmente, l'intenzione di adescare o di esercitare l'attività di meretricio".

Per la violazione dell'ordinanza, si legge ancora sull'atto firmato dal Sindaco di Tivoli, "è stabilito l'importo del pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria pari a 500 Euro". 
 

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Commenti (9)

  • la prostituzione e' ora di legalizzarla e renderla una libera professione, alla portata di tutti ( etero ed omo). E' lo sfruttamento che va punito. Ridicole le ammende ai clienti e ancor piu' se "adescatrice". Che poi, il termine, e' al femminile. Quindi, quella maschile,e' immune. Ma tanto si sa che son sempre le donne a rimetterci. Basti rifarsi a quel Sindaco Leghista di Novara che vorrebbe vietare la minigonna e simili. Se l'adescare e' un reato, mi par che tutte le vetrine dei negozi svolgano la stessa funzione..........

  • Bravo il sindaco di Tivoli. È scandaloso assistere nell’impotenza a questa nuova forma di schiavitù.

    • A prescindere dai riti voodoo, in ambito di prostituzione tra soggetti maggiorenni, mi domando il motivo per il quale a cadere vittime della tratta di persone a sfondo sessuale debbano essere sempre le donne straniere, mentre quelle italiane ne debbano essere quasi esenti, sia in Italia, sia all’estero ed il motivo per il quale i marciapiedi del sesso a pagamento si svuotano durante le vacanze natalizie e pasquali ed ad una certa tarda ora di notte, per non dire di osservare le stesse professioniste con uno smartphone in mano ed anche un’autovettura a disposizione. La risposta a tutto questo è quella che la schiavitù del sesso a pagamento non è molto diffusa. Mai credere alle mistificazioni meretriciofobiche.

  • era ora spero solo l'inizio!

  • Affermo che, anche con le nuove disposizioni legislative, le Ordinanze Sindacali ed i Regolamenti di Polizia Urbana devono essere conformi ai principi generali dell'Ordinamento, secondo i quali la prostituzione su strada non può essere vietata in maniera vasta ed indeterminata. Di conseguenza, i relativi verbali di contravvenzione possono essere impugnati in un ricorso. In più per le medesime ragioni, i primi provvedimenti suddetti non possono essere emessi per problematiche permanenti ed i secondi non possono riguardare materie di sicurezza e/o ordine pubblico. P.S. I relativi soggetti possono essere sanzionati per evasione fiscale, anche per le tasse locali (art. 36 comma 34bis Legge 248/2006, come chiarificato dalla Cassazione con la Sentenza n. 10578/2011).

    • A Fra...guai a ki ti tocca questo argomento...pure quá sei venuto a mettere mano :-)

      • Certo. Al fine di difendere la mia classe sociale.

        • Si nu "mostr" :-) ciao Criminal d Fogg

          • Come sempre in prima fila.

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